Una nuova tipologia di turismo: IL TURISMO ACCESSIBILE

“L’insieme di servizi e strutture in grado di permettere a persone con esigenze speciali la fruizione della vacanza e del tempo libero senza ostacoli.”

Molti si staranno chiedendo “Ma cosa vuol dire questa frase? A cosa si riferisce?”

Questo non è altro che il modo in cui viene definito il Turismo Accessibile nella premessa del Manifesto per la promozione del Turismo Accessibile, elaborato dalla Commissione per la promozione ed il sostegno del Turismo Accessibile in attuazione dell’art. 30 (Partecipazione alla vita culturale e ricreativa, agli svaghi ed allo sport) della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del 2006.

Perciò… cosa si intende con “TURISMO ACCESSIBILE”?

Si intende un turismo che soddisfa i bisogni di tutti ed è caratterizzato da un’elevata qualità dell’offerta. Pensando ai nostri bisogni personali, ci rendiamo conto che ognuno di noi ha delle esigenze speciali, spesso diverse da quelli delle persone che viaggiano o si muovono con noi.

Il concetto di “persone con esigenze speciali” è chiarito dagli australiani Darcy e Dickinson, specificando che il Turismo Accessibile:

“Permette alle persone con richieste particolari d’accesso, inclusa la mobilità, la vista, l’udito e la dimensione cognitiva, di fruire indipendentemente e con equità e dignità attraverso la disponibilità di prodotti, servizi e ambienti turistici universalmente studiati. Questa definizione include tutte le persone che viaggiano con bambini in passeggino, le persone con disabilità e gli anziani.”

Chi possono essere i possibili clienti di questo settore turistico?

I disabili sono solo una delle tipologie di clienti del turismo accessibile, infatti come presentato nello studio condotto nel 2005 nell’ambito del progetto supportato dalla commissione europea O.S.S.A.T.E (One-Stop-Shop for Accessible Tourism in Europe) Accessibility market and stakeholder analysis sono stati individuati tre target principali che individuano tale domanda:

  • Le persone con disabilità;
  • Le persone anziane;
  • Le persone “normodotate” che manifestano bisogni temporanei (genitori con passeggino o carrozzina, e/o figli piccoli a carico; persone con carichi pesanti; stranieri che non parlano la lingua locale o non conoscono la città; persone con difficoltà di deambulazione momentanea; persone che presentano intolleranze; disponibilità economica)

Turismo inclusivo, turismo senza barriere, turismo per tutti…

sono altri nomi per definire il concetto di Turismo Accessibile. Nonostante ci siano sempre più termini per definirlo e sempre più operatori turistici formati, la partecipazione turistica delle persone con disabilità presenta ancora considerevoli barriere. Non deve essere solo la struttura accessibile, ma anche i trasporti, le attrazioni e tutto il programma che compone la vacanza: è necessaria una facilità nel raggiungimento della destinazione e poter fruire dei servizi in loco; informazioni reperibili, comprensibili ed attendibili; personale preparato a rispondere alle diverse esigenze; costi non troppo elevati, in quanto le persone disabili solitamente dispongono di un budget simile a quello di qualsiasi altra persona e molto spesso si trovano a dover sostenere spese doppie per poter usufruire di alcuni servizi.

Sara

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